nov 22

In difesa del nascituro

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Nuove riflessioni sulla difesa della vita

Uno studio esauriente realizzato dalla britannica Society for the Protection of Unborn Children (Società per la Protezione del Concepito),ha evidenziato i gravi rischi per la salute fisica e mentale che corrono le donne che si sottopongono a un aborto,: tra questi l’incremento della probabilità che si suicidino.
 
Lo studio conferma ampiamente quanto denunciato da, Generazione Voglio Vivere tramite l’opuscolo “50 domande e risposte sul Post Aborto”, scritto insieme alla Dott.ssa Cinzia Baccaglini, tra le massime esperte in Italia in materia.
 
La ricerca, guidata dal Dr. Gregory Pike,, medico australiano dell’Adelaide Centre for Bioethics and Culture, raccoglie lavori scientifici realizzati a livello mondiale e si intitola «L’aborto e la salute delle donne».
 
Tra i risultati dello studio del Dr. Pike possiamo leggere che «il suicidio è circa sei volte superiore per chi abortisce rispetto a chi porta avanti la gravidanza».

 

Le donne che hanno abortito sono esposte a un “dolore significativo” fino a tre anni dopo l’aborto,, così come a un aumento del 30% del rischio di depressione, un rischio del 25% di aumento dell’ansia e un’alta probabilità di soffrire di disturbo post-traumatico, da stress nelle gravidanze successive.
 
Nel presentare lo studio il 27 ottobre di quest’anno, l’esperta Antonia Tully ha criticato il fatto che «la lobby e l’industria dell’aborto, che ricavano milioni di sterline dal contribuente per la realizzazione di aborti finanziati dallo Stato, non sembrano interessati all’impatto sulle donne».
 
«La realtà è che l’impatto è angosciante e orrendo per molte donne».
 
Aver legalizzato anche in Italia l’uccisione del concepito nel grembo materno, ha creato un danno enorme alle relazioni umani, e ha prodotto la distruzione più profonda del tessuto sociale.
 
L’aborto debilita i vincoli del matrimonio, perché quanto più numerosi sono i figli, tanto più i vincoli affettivi e morali tra i genitori si irrobustiscono. E la famiglia è la cellula base della società: se si debilita questa l’altra si sfalderà lentamente, aprendo le porte a un mondo individualista e egoista.

 

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